Maltrattamenti, stalking, violenza sessuale sono reati che hanno spesso, ma non sempre, origine all’interno di relazioni intime, familiari o affettive, e che coinvolgono di frequente anche i figli minori, come vittime dirette o come testimoni di una violenza subita da un familiare. Sono situazioni che richiedono due qualità, non alternative tra loro: la sensibilità per affrontare vicende personali spesso drammatiche, e la conoscenza tecnica di un ambito dove i tempi e le dinamiche processuali richiedono una particolare cura, attenzione e competenza. Si curano gli interessi sia di chi chiede di tutelarlo in qualità di persona offesa del reato, sia di rivesta la qualità di imputato e si trovi costretto a difendersi da una o più di tali ipotesi di reato.
Diritto penale familiare e minorile
La complessità dei reati in ambito familiare viene analizzata e affrontata sotto ogni aspetto: penale, civile, amministrativo e soprattutto umano
Di cosa ci occupiamo, nel dettaglio
Il Codice Rosso: maltrattamenti, stalking, violenza sessuale
La legge 69 del 2019, conosciuta come Codice Rosso, ha introdotto per i reati di violenza domestica e di genere una corsia accelerata nelle indagini: la persona offesa deve essere sentita dal pubblico ministero entro tempi molto stretti dall’iscrizione della notizia di reato, e la polizia giudiziaria deve riferire con urgenza. Riguarda principalmente le ipotesi di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, comunemente detti stalking, e i reati di violenza sessuale previsti dall’articolo 609 bis del codice penale e seguenti, comprese le ipotesi aggravate dell’articolo 609 ter, ad esempio quando la vittima è minorenne o quando l’autore è un familiare o convivente. A queste vicende si accompagnano spesso strumenti di protezione anche di natura non penalistica, come l’ammonimento del questore per gli atti persecutori di natura amministrativa oppure le misure dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa di natura civilistica. Seguiamo queste pratiche fin dal primo momento, quando si decide la strategia più efficace per la protezione della persona coinvolta o la difesa del destinatario di tali misure per valutarne le ragioni difensive.
Diritto penale minorile
Quando è un minorenne ad aver commesso un reato, il sistema prevede un trattamento sanzionatorio diverso rispetto al processo penale ordinario, avviando un procedimento pensato per privilegiare il recupero e la responsabilizzazione del minore in modo prevalente rispetto alla mera sanzione penale. Il procedimento si svolge avanti al Tribunale per i Minorenni, posto solitamente nel capoluogo di regione, comunemente chiamato anche Tribunale dei minori, con istituti che, dapprima tipici dei minori, sono stati successivamente introdotti anche per alcuni procedimenti relativi agli adulti: la messa alla prova, che sospende il processo per un periodo durante il quale il minore segue un progetto educativo e riparativo, e che, in caso di esito positivo, porta all’estinzione del reato; l’irrilevanza del fatto, per episodi di rilevanza penale talmente esigua che il prosieguo del procedimento sarebbe inutilmente pregiudizievole per le esigenze educative del minore; misure alternative alla detenzione costruite specificamente sulla condizione dei minorenni. In questi procedimenti i servizi sociali minorili hanno un ruolo centrale, e il compito del difensore, spesso il più rilevante, è anche quello di dialogare con loro per costruire, quando possibile, un percorso realmente efficace alla crescita e alla maturazione dei minori coinvolti, al di là della irrinunciabile difesa tecnica dell’imputato.
Domande frequenti
Diritto penale familiare eminorile
È la legge che ha introdotto tempi accelerati nelle indagini per i reati di violenza domestica e di genere, in particolare maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale. Vi seguiamo fin dalla denuncia o dalla querela, quando i tempi rapidi previsti dalla legge richiedono di agire senza esitazioni.
Cosa si intende per maltrattamenti in famiglia?
Una condotta abituale di sopraffazione, fisica o psicologica, tenuta all’interno di un rapporto familiare o di convivenza, che rende l’esistenza della vittima intollerabile. Assistiamo sia le vittime che devono gestire le fasi iniziali più delicate e drammatiche, sia i soggetti accusati di tali condotte e spesso destinatari di misure cautelari.
Come funziona la misura dell'allontanamento dalla casa familiare?
È una misura cautelare che allontana l’indagato dall’abitazione condivisa con la persona offesa, spesso accompagnata dal divieto di avvicinamento ai luoghi da lei frequentati. Assistiamo i clienti nella valutazione della misura sia nelle fasi successive, udienza di convalida ed eventuali impugnazioni.
Che differenza c'è tra ammonimento del questore e denuncia per stalking?
L’ammonimento è una misura amministrativa di prevenzione, più rapida e meno formale, richiesta e successivamente disposta dal questore prima o anche senza che la vicenda diventi un procedimento penale vero e proprio. La denuncia o querela per atti persecutori apre invece un procedimento penale. Aiutiamo a scegliere lo strumento più adatto alla gravità e all’urgenza della vostra situazione.
Cos'è la messa alla prova nel processo penale minorile?
È un istituto che sospende il processo a carico di un minorenne per seguire un progetto educativo e riparativo: se l’esito è positivo, il reato si estingue. Collaboriamo con i servizi sociali minorili nell’individuazione di un progetto realmente sostenibile per il ragazzo o la ragazza coinvolti.
Come funziona il processo penale per un minorenne rispetto a quello per un adulto?
Si svolge davanti al Tribunale per i Minorenni, con strumenti pensati per privilegiare il recupero rispetto alla sola punizione, come la messa alla prova e l’irrilevanza del fatto per episodi di minore gravità. Il cliente vien assistito alla luce di questa logica educativa unitamente a quella difensiva.
Lo studio assiste la vittima o l'imputato in questi procedimenti?
Entrambi, ma è possibile seguire una sola delle due parti coinvolte: seguiamo le persone offese dal reato nella concreta partecipazione al processo e coloro che devono difendersi da un’accusa nell’individuare gli elementi favorevoli, con la medesima attenzione e competenza tecnica che richiedono i ruoli.
Come segue lo studio situazioni di violenza familiare in cui sono coinvolti anche figli minori?
Dev’essere sempre distinta la posizione dei figli da quella dei genitori coinvolti, coordinando quando serve la parte penale con gli aspetti civili di affidamento e tutela che riguardano i minori, per non lasciare lacune nella gestione della situazione complessiva.
Parliamo della vostra situazione
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